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La "Draco Racing" nasce nel 1989. Da allora sono stati vinti 8 Campionati Europei e ben 9 piloti traghettati in F1. La formula del successo del Team è la passione al 100% per quello che fa e voglia di essere vincenti.

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Intervista al Team Owner Draco Adriano Morini su Italiaracing

Intervista al Team Owner Draco Adriano Morini su Italiaracing

L'interno articolo è visualizzabile e scaricabile dalla sezione Press del sito internet Draco.

Il nuovo Magazine di Italiaracing, la rivista online più famosa nel mondo del Motosport, esce con 4 pagine dedicate al Team Owner Draco, Adriano Morini. Un bellissimo articolo in cui Morini parla del suo team, del neo campione Baguette e di quelle precedenti, del campionato e delle aspettative future.

Magazine Italiaracing n. 71 - Intervista di Antonio Caruccio

Adriano Morini è il team manager della Draco, la squadra italiana che nel 2009 si è aggiudicata col belga Bertrand Baguette il titolo della World Series by Renault. Per la squadra di Pontremoli, ora trasferitasi a Valencia, in Spagna, si tratta solo dell’ultimo successo aggiunto in una bacheca ricca di trofei accumulati in questi vent’anni di storia, vantando ben otto titoli continentali e nove piloti traghettati in Formula 1. Draco ha letteralmente sbaragliato la concorrenza in World Series Renault nel 2009, vincendo il titolo per squadre e per piloti.

Dove risiede la forza del suo team?

"In cinque anni abbiamo conquistato due volte il secondo ed una volta il terzo, stando sempre tra i primi. La nostra forza risiede nel lavorare sempre con costanza ed applicazione in modo molto professionale, mettendoci sempre grande impegnoper dare la possibilità ai piloti di avere gli stessi mezzi e le stesse opportunità per poter lavorare al meglio. La cosa principale però, è la passione per questo lavoro, senza la quale non avremmo lo stimolo per spingerci così tanto avanti".

Quest’anno avete avuto due piloti tra loro molto differenti come Baguette e Marco Barba. Come siete riusciti a gestirli al meglio entrambi?

"Ogni anno c'è sempre una grande rivalità tra i piloti che sono nella stessa squadra, e spesso hanno anche un carattere molto differente. Riguardo i nostri ultimi ragazzi, all'inizio della stagione per quanto si era visto nei test, partiva molto più favorito Barba che Baguette. Poi col subentrare della pressione che si vive gara dopo gara, emerge il pilota che ha maggior carattere. E' importante dare sempre ai piloti la tranquillità mentale e metterli sullo stesso livello, evitando che si crei il dubbio che possano esserci dei favoritismi".

Ci dia un giudizio sul suo campione.

"Baguette è un pilota che ha il suo punto forte nell'intelligenza. Si sa adattare in base alle situazioni che si trova ad affronare in gara. Ad esempio Felipe Massa, che io ho avuto come pilota in Euro 3000, è molto talentuoso e ne deriva che ha doti spontanee perché è nella sua natura. Altri piloti invece, si impegnano molto per raggiungere un risultato, devono gestire se stessi e quello che avviene durante il week-end di gara".

In che modo avete aiutato Baguette a conquistare questo titolo?

"Un paio di anni fa non so in quanti avrebbero puntato su Bertrand. Quando noi firmiamo un contratto facciamo in modo che ognuno noi si prenda le proprie responsabilità. Dal mio canto, quando eventualmente c'è un problema con la macchina, appoggio sempre il pilota, perché la cosa più importante è stargli vicino nei momenti di difficoltà per fare in modo che possa averela mente sgombra da preoccupazioni inutili".

Molti campioni sono passati per il suo team, chi maggiormente ha lasciato il segno?

"Ogni pilota ha delle sue caratteristiche personali, ma tutti restano nel nostro cuore. Rubens Barrichello che è passato da noi 20 anni fa ha lasciato il suo segno, come anche Massa, o lo stesso Baguette. Tutti i piloti che sono stati con noi, vittoriosi o meno, sono entrati a far parte di questa famiglia".

Quali sono gli obiettivi per i prossimi test e per la stagione 2010?

"L'obiettivo è sempre quello di vincere, anche perché se non avessimo questo target non faremmo questo lavoro. Poi, certamente bisogna considerare che avremo due piloti abbastanza giovani quali Berthon al debutto e Leal, e faremo un po' di fatica ad essere subito al vertice, ma dovremo anche vedere chi saranno i nostri avversari prima di fare pronostici".

Come si comporteranno i vostri nuovi piloti?

Per Berthon sarà il primo anno e dovrà fare tanta esperienza E' indubbiamente molto veloce, ma bisognerà testare la sua resistenza in gara per tutto il campionato. Sarà un anno in cui dovremo fare molto più della scorsa stagione per offrire la nostra esperienza ai piloti. Leal ha avuto un primo anno sofferto, ma penso che ora sia abbastanza maturo per dimostrare tutto il suo potenziale dicendo la sua".

Come valuta il livello della WSR?

"Sono cinque anni che vivo in questo campionato e posso garantire che tutti hanno gli stessi mezzi per combattere. Credo che nella Renault 3.5 vengano fuori veramente il pilota e il team più forte perché è un campionato onesto e mette in evidenza i valori reali di tutti".

Pensa sia necessario fare delle modifiche per migliorare il format del week-end?

"In questo momento siamo ad un buonissimo livello. Forse si poteva fare un passo indietro abbassando i costi visto il grande momento di crisi e confusione generale che colpisce il nostro mondo. Eventualmente provando meno, anche se sono consapevole che questa sia una cosa anacronistica, ma ricordo che in passato ai tempi delle gare internazionali si arrivava disputando direttamente qualifica e gare, e posso assicurarvi che emergevano lo stesso fior fiori di talenti. In Formula Renault 2000, o comunque nei campionati per ragazzi, è giusto far percorrere loro tanti chilometri, ma secondo me al nostro livello si presuppone che il pilota sia un professionista".

Altre due squadre italiane hanno abbandonato il campionato, voi invece perseverate nella vostra scelta. Come è nata la decisione di correre in WSR e di rimanere in questa categoria?

"Quando nacque questa serie, arrivavo dalla Euro 3000 Series ed ebbi l'opportunità di parlare con Renault. Prima c'erano la World Series Nissan e la Formula Renault V6, che si sono fuse per dare vita alla WSR. C'erano molti dei team che erano già loro clienti in lista di accettazione, ma siccome noi portavamo in dote la fama di grande team che ci eravamo conquistati in ambito internazionale ci è stato assicurato un posto. Abbiamo deciso di restare qui perché è un buon campionato, dove possiamo lavorare molto bene e in cui tutti gli anni già a dicembre abbiamo i contratti firmati per l'anno successivo".

Avete trasferito la vostra sede al fine di poter essere più vicini al team di F1 Campos Meta. Adesso per la compagine ispanica la situazione è un po’ complicata, come influirà questo sui suoi piani?

"Ci siamo spostati perché per alcuni anni abbiamo avuto dei piloti valenciani con noi, e gli spagnoli ci hanno chiesto di trasferire la nostra struttura in Spagna. Adrian Campos ci ha proposto di poterci legare a lui e abbiamo accettato, creando così un'importante filiera per preparare i piloti alla Formula 1. Il programma di Campos non è vincolante per le nostre decisioni e non ci toglie l'appoggio garantito dalla Comunità Valenciana".

04/02/2010


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